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Johan Cruijff

Johan Cruijff, il Pelè bianco. Soprannominato così perché, come il brasiliano, sapeva fare tutto e in modo perfetto e perché è stato molto probabilmente il giocatore più forte che l'Europa abbia mai prodotto. Ma non solo. Ha influenzato il modo di giocare delle squadre sia da calciatore, come emblema del calcio totale brevettato prima dall'Ajax e poi dall'Olanda, sia da allenatore con le sue squadre che macinavano un possesso palla esasperante per le avversarie. Proprio lui che aveva un'idea ben precisa di gioco: Senza possesso palla non si vince. Come spesso accade ai grandi talenti aveva molto da dire anche fuori dal campo con uno stile di vita particolare e con affermazioni spesso arroganti che lasciavano interdetti gli ascoltatori. Proprio in riferimento ad una partita con l'Italia disse: Gli italiani non possono vincere contro di noi ma noi possiamo perdere contro di loro, un modo elegante per dire che se giochiamo come sappiamo gli avversari non hanno speranze.

Gli inizi nell'Ajax

Johan Cruijff nasce ad Amsterdam il 25 aprile del 1947. La madre lavora nella impresa di pulizie che gestisce lo stadio dell’Ajax quindi il ragazzo respira fin da piccolo un ambiente che diverrà ben presto il suo mondo. All’età di 10 anni entra nelle giovanili della squadra iscritto dalla madre mettendosi subito in mostra come giovane promettente: soltanto diciassettenne esordisce in prima squadra contro il GVAV e segna peraltro l’unico gol per l’Ajax nel 3-1 finale. E’ solo il preludio di ciò che sarà questo giocatore per il club olandese e la Nazionale. L’Ajax non vive in quegli anni i momenti più felici della sua storia: basti pensare che l’anno di esordio di Cruijff la squadra raggiunge un misero 13° posto. Da qui si comprende il perché Johan sia un autentica leggenda per i tifosi dei “lancieri”: già nella successiva stagione dimostra le sue doti fuori dal normale giocando da assoluto trascinatore e segnando ben 25 gol in sole 23 partite tra cui tre triplette; ma è nella stagione ancora dopo, la 1966-67, che ha la definitiva consacrazione trascinando il team prima alla vittoria del campionato e poi alla conquista della Coppa d’Olanda. Quell’anno segna ben 33 reti e vede il ritorno della squadra in Coppa dei Campioni dopo cinque anni di assenza, sebbene eliminati dal Praga ai quarti.

La vittoria per 2-0 sul Besiktas nella Coppa dei Campioni 1966-67
Cruijff nel 1968

Conquista anche i primi riconoscimenti individuali: sarà “giocatore olandese dell’anno” nel 1966,1967 e 1969. Quest’ultimo anno sarà importante per l’Ajax che, oltre a vincere il campionato e la coppa Nazionale si riaffaccia da protagonista in Europa disputando la finale di Coppa dei Campioni, poi persa 4-1, contro il Milan. E’ in questo periodo che nasce il mito della maglietta numero 14 indossata da Cruijff. In quegli anni infatti i giocatori non avevano un numero personale ma un ordine ben preciso: i titolari indossavano i numeri dall’1 all’11 mentre le riserve dal 12 in poi. In effetti Cruijff aveva sempre indossato il numero nove, ma in seguito a un infortunio il numero fu dato alla riserva Muhren. Quando Cruijff rientrò in panchina gli fu data inizialmente la maglietta 14. Non si sa quale sia il motivo ma egli decise di mantenere questo numero anche nella Nazionale olandese. Il 1971 fu un anno eccezionale per il giocatore e l’Ajax: la squadra conquista la Coppa dei Campioni contro il Panathinaikos nel mitico stadio Wembley vincendo 2-0 e Cruijff vince il “Pallone d’Oro”. Sarà l’inizio di uno straordinario ciclo vincente per gli olandesi.

La finale di Coppa dei Campioni 1971

A fine anno girano ovviamente varie voci che lo vogliono lontano dall’Olanda ed ingaggiato da grandi squadre ma Cruijff giura fedeltà ai suoi colori sottoscrivendo un contratto di sette anni. Il 1972 è l’anno più ricco di successi: vince il campionato, la coppa Nazionale, la Coppa Intercontinentale e di nuovo la Coppa dei Campioni, questa volta contro l’Inter, firmando la doppietta che affonda il club italiano.

La finale di Coppa dei Campioni del 1972

L’Ajax che solo pochi anni prima era un’anonima squadra olandese, adesso si pone come il club più forte del mondo. La conferma arriva l’anno dopo con il terzo titolo europeo conquistato, un’impresa riuscita solo al Real Madrid e al Bayern di Beckenbauer successivamente.

La finale di Coppa dei Campioni del 1973

La conquista del terzo titolo comunque pone Cruijff ormai come giocatore di assoluto livello mondiale e l’Ajax non può che cedere di fronte alle offerte milionarie di grandi club europei.

Gli anni col Barcellona

La spunta il Barcellona che lo ingaggia per la cifra record di un miliardo e mezzo. Nel primo anno in Spagna, Cruijff non smentisce le sue doti di leadership e guida il Barcellona al titolo Nazionale. Il club catalano non vinceva da quattordici anni. Sempre quell’anno vince nuovamente il “Pallone d’oro”. Diventa così idolo di un’altra tifoseria non solo per le sue indubbie capacità in campo (impressa nella mente dei tifosi la splendida vittoria per 5-0 sull’odiato Real), ma anche per le sue affermazioni extracalcistiche: in un’intervista dichiara che non avrebbe mai potuto giocare per il Real Madrid, una squadra che aveva noti legami col governo fascista di Franco. Inoltre durante la sua permanenza in Spagna ha un figlio che decide di chiamare Jordi, un nome tipicamente catalano (San Jorge è il patrono della Catalogna).

Real Madrid-Barcellona=0-5

Trascorre quattro anni col club catalano nel quale mostra la sua innata visione di gioco e abilità finalizzativa ma non riesce a vincere come con l’Ajax. Al suo attivo infatti, oltre al campionato vinto il primo anno,vi è solo la Coppa del Re nel 1978 . Questa sarà proprio la sua ultima stagione col Barca. Resta nella memoria, oltre alle sue giocate, un fantastico gol, ricordato come il gol impossibile, segnato contro l’Atletico Madrid con una fantastica acrobazia.

Il gol impossibile di Cruijff contro l’Atletico Madrid

Curiosamente nel club catalano non poté mai indossare il numero 14 a cui era così affezionato perché in Spagna la numerazione dei titolari doveva essere rigidamente compresa tra 1 e 11. Per questo motivo indossò sempre il numero 9.

Avventura americana

Come molti altri importanti giocatori europei e non, Cruijff decide di trasferirsi nella Lega di Soccer Americano. Negli USA infatti si tenta in quegli anni di promuovere il calcio ingaggiando giocatori famosi (Pelè, Beckenbauer, Carlos Alberto, lo stesso Cruijff) a suon di dollari. Johan così si esibisce negli States, con un ingaggio altissimo, prima coi L.A. Aztecs e poi nei Washington Diplomats.

Il ritorno in Olanda

Nel 1981 il giocatore torna nella squadra che lo ha reso un fuoriclasse, l’Ajax. Ma le cose sembrano cambiate: ha 34 anni e la società non sembra voglia puntare più su di lui, tanto che rifiuta di prolungargli il contratto. Cruijff, amareggiato per come è stato trattato, decide per ripicca di giocare per gli arcirivali del Feynoord. Il “dispetto” riesce molto bene visto che vince sia il campionato che la coppa Nazionale. E’ il 1984, l’ultima stagione da calciatore di Cruijff.

Con la Nazionale

Johan esordisce giovanissimo con la propria Nazionale, a 19 anni, ma non è subito un rapporto fortunato,anzi. Alla sua seconda partita contro la Cecoslovacchia rimedia un espulsione, la prima della storia dell’Olanda e la federazione olandese decide di sospenderlo per un anno. Ben presto però diviene il leader della squadra così come lo era con l’Ajax. Il suo numero 14 diventa il simbolo di una Nazione e del suo gioco spumeggiante. Ai Mondiali del 1974 in Germania si rende assoluto protagonista con l’Olanda: arriva in finale proprio contro i padroni di casa, esprimendo per tutto il torneo un calcio straordinario. I tulipani eliminano man mano avversari di tutto rispetto con risultati clamorosi: l’Argentina (4-0, doppietta di Cruyff), il Brasile(2-0, suo il secondo gol), la Germania Est (2-0).

Argentina-Olanda=0-4

L’Olanda stupisce tutti gli addetti ai lavori con un tipo di gioco rivoluzionario il cui emblema è proprio il capitano Cruijff. Si tratta del famoso “calcio totale”: ogni giocatore sul campo non ha un ruolo ben definito ma scambia spesso la posizione coi compagni in modo da non dare punti di riferimento agli avversari. Lo stesso Cruijff, così come nel suo club, ama svariare dal centrocampo alla fascia, all’attacco. L’inizio della finale rimane nella storia del calcio: 80 secondi di passaggi continuati e scambi di posizione senza che la Germania tocchi una sola volta il pallone, Cruijff dribbla un paio di difensori, si inserisce in area e viene atterrato. E’ calcio di rigore che Neeskens realizza. Da notare come nel primo minuto gli olandesi già girino in continuazione le posizioni, lo stesso Cruijff ad un certo punto risulta l’uomo più arretrato ed è proprio lui che si stacca dalla difesa per l’azione personale.

I primi 80 secondi della finale del ‘74

Sembra l’inizio del trionfo per l’Olanda che ha dominato per tutto il torneo ma la Germania opera la sua ennesima rimonta in una Coppa del Mondo e ribalta il risultato anche grazie ad alcune decisioni arbitrali dubbie. Il fuoriclasse olandese viene braccato tutta la partita da Berti Vogts che lo taglia fuori dal gioco consentendo alla Germania di spezzare ogni velleità offensiva dell’Olanda. Cruijff vince comunque il premio come miglior giocatore del torneo e conquista anche il Pallone d‘oro a fine anno.
Quattro anni dopo vi sono i Mondiali in Argentina. Tutti attendono l’Olanda che trascinata da Cruijff ha dato spettacolo nelle partite di qualificazione al torneo. Ma a sorpresa il giocatore dichiara di non voler giocare la competizione perché contrario al governo militare instauratosi nel paese sudamericano. Anche senza di lui comunque l’Olanda fa un grandissimo campionato ma perde nuovamente in finale, questa volta contro la stessa Argentina. In verità in un’intervista nel 2008 Cruijff dichiarò di non aver partecipato ai Mondiali per un precedente tentativo di rapimento nei confronti della sua famiglia. Per questo motivo avrebbe preferito rimanere vicino ai suoi cari. In ogni caso Cruijff non giocherà più con la Nazionale.

La sua carriera da allenatore

Nel 1986, a due anni dalla sua ultima partita da calciatore, Johan si tuffa nella carriera da allenatore e comincia lì dove aveva iniziato, con l’Ajax. A quei tempi la squadra è formata da giovani molto promettenti quali Rijkaard, Winter, Van Basten. Al suo primo anno non riesce a vincere il titolo nazionale ma da una decisa impronta alla squadra dotandola di un gioco offensivo eccezionale: l’Ajax concluderà il campionato con una differenza reti di +85 (120 gol segnati, 35 subiti). Gli anni successivi arrivano i primi successi: vince per due anni consecutivi la coppa Nazionale e nel 1987 conquista anche la Coppa delle Coppe in finale con il Lipsia. Cruijff lascia l’Ajax nel 1988 per passare, così come quando era calciatore, al Barcellona. Pur non avendo mai vinto il campionato olandese, in quegli anni dominato dal Psv, lascia un impronta indelebile nello schema di gioco della squadra anche negli anni a venire e consente la crescita di giocatori che diventeranno in breve tempo autentici fuoriclasse. Nel Barcellona costruisce un vero e proprio dream team composto da giocatori eccezionale quali Laudrup, Koeman, Romario, Guardiola, Stoichkov.

Insieme a Romario e Koeman nel Barcellona

Trascorre ben otto anni sulla panchina blaugrana dominando letteralmente il campionato in quegli anni e rendendosi protagonista anche in Europa vincendo una Coppa dei Campioni nel 1992 contro la Sampdoria e sfiorandone un’altra nel 1994, persa malamente con il Milan, probabilmente la sua più grande delusione da allenatore.

Milan-Barcelona=4-0

In totale conquista 11 trofei e diventa uno degli allenatori più vincenti della storia del Barcellona. Nel 1999 vince il suo ultimo riconoscimento che mette il sigillo su una carriera impressionante: viene eletto giocatore Europeo del secolo ed inserito tra i cinque giocatori più forti di tutti i tempi. Nel 2007, forse un po’ tardivamente, l’Ajax ritira la mitica maglia 14 consegnandola a Cruijff personalmente prima di una partita di coppa.

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Foto Cruijff
Dati Biografici
Nome: Johan Cruijff
Soprannome: Pelè bianco
Data e luogo di nascita: 25 aprile 1947, Amsterdam
Nazione: Olanda
Posizione: Centrocampista offensivo/attaccante
Propensione: Offensiva
Piede preferito: Ambidestro
Altezza: 180 cm
Peso: 68 kg
Carriera
Periodo Squadra Presenze Goals
1964 - 1973 Ajax 240 190
1973 - 1979 Barcellona 143 48
1979 - 1980 L.A. Aztecs 27 16
1980 - 1981 Washington Diplomats 32 12
1981 Levante 10 2
1981 - 1983 Ajax 36 14
1983 - 1984 Feyenoord 33 11
1966 - 1978 Olanda 48 33
Palmarés
1966 Campionato olandese-Eredivisie(Ajax)
1967 Campionato olandese-Eredivisie(Ajax)
1967 Coppa d’Olanda(Ajax)
1968 Campionato olandese-Eredivisie(Ajax)
1970 Campionato olandese-Eredivisie(Ajax)
1970 Coppa d’Olanda(Ajax)
1971 Coppa d’Olanda(Ajax)
1971 Coppa dei Campioni(Ajax)
1972 Campionato olandese-Eredivisie(Ajax)
1972 Coppa d'Olanda(Ajax)
1972 Coppa dei Campioni(Ajax)
1972 Coppa Intercontinentale(Ajax)
1972 Supercoppa Europea(Ajax)
1973 Campionato olandese-Eredivisie(Ajax)
1973 Coppa dei Campioni(Ajax)
1973 Supercoppa Europea(Ajax)
1974 Campionato spagnolo-La Liga(Barcellona)
1978 Coppa del Re (Barcellona)
1982 Campionato olandese-Eredivisie(Ajax)
1983 Campionato olandese-Eredivisie(Ajax)
1983 Coppa d'Olanda(Ajax)
1984 Campionato olandese-Eredivisie(Feyenoord)
1984 Coppa d'Olanda(Feyenoord)
Squadre che ha allenato
1986 - 1988 Ajax
1988 - 1996 Barcellona
Palmarés
1986 Coppa d'Olanda(Ajax)
1987 Coppa d'Olanda(Ajax)
1987 Coppa delle Coppe(Ajax)
1989 Coppa delle Coppe(Barcellona)
1990 Coppa del Re(Barcellona)
1991 Campionato Spagnolo La Liga(Barcellona)
1992 Campionato Spagnolo La Liga(Barcellona)
1992 Coppa dei Campioni(Barcellona)
1992 Supercoppa Europea(Barcellona)
1993 Campionato Spagnolo La Liga(Barcellona)
1994 Campionato Spagnolo La Liga(Barcellona)